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Emozionare è comunicare
.
L'importanza delle parole. 
Le parole che raccontano una storia.

"Come"
è importante quanto
"Cosa".


Molti si sono chiesti o si chiedono:
"Come si sceglie di cambiare lavoro, come si crea una nuova attività?
Come ci si stacca da qualcosa di sicuro per attraversare l'ignoto?".
La risposta potrebbe essere in questo RACCONTO.


MI CHIAMO BROOKE.

Mi chiamo Brooke.

Beh, solo per voi mi chiamo così, in realtà il mio nome è un altro, ma.. non mi è mai piaciuto. Ho deciso che da oggi io sono Brooke e ogni cosa che farò avrà il sapore di questo nome. Proprio come la sigaretta che tengo ora tra le labbra mentre il fumo circonda il mio viso. Sà di Brooke. E' un nome che mi è venuto in mente in questo preciso istante, per la verità. Senza storia.
Un nome nuovo, un inizio.

Una donna che improvvisamente sceglie di rinascere, oppure, ancora meglio, di diventare finalmente quello per cui ha vissuto fino ad ora.
Ricominciamo, dunque.

Mi chiamo Brooke.
Tengo tra le labbra una sigaretta mezza spenta mentre scrivo sul computer qualcosa che mi riguarda. Io odio fumare. Per la verità non ho mai respirato il fumo, fingo.
Mi dicevano che fumare liberava dallo stress. Effettivamente a volte ha funzionato, poi meglio fare yoga davanti alla tv alle quattro di mattina. Aveva più effetto.
Questa è l'ultima sigaretta che fumerò in tutta la mia vita, l'ultima che lascio che si spenga da sola, smarrendo la cenere a terra, mentre con le mani sono impegnata a fare altro.
Mi chiamo Brooke
e mi sono appena licenziata.
Ho perso un lavoro sicuro, anche se di sicuro oggi non c'è più nulla. Sicuro perchè gli "avi" dicono che quando hai un fisso mensile, sei in gamba e soprattutto hai un "posto sicuro".
Il bello è che oggi di sicuro non c'è veramente più niente. Ho faticato parecchio per spiegare ai miei nonni che lavoravo come professionista, con la partita iva, e quindi che non ero assunta da nessuno, facevo semplicemente la consulente e venditrice a tempo pieno per un'azienda di telecomunicazioni. Tempo pieno non è propriamente il termine corretto in quanto lavoravo organizzando totalmente il mio tempo e il modo di gestire le attività e le urgenze. Altro concetto che per i miei nonni, ma anche per mia madre, era praticamente impossibile da comprendere.
'Ciao cara sei in ufficio?'.
'No mamma, sono a fare la spesa'.
'Ma come? Sono le tre del pomeriggio, sei per caso in ferie?'.
'No mamma, semplicemente ho già visitato sei clienti e in un giorno solo ho fatturato per tutto un mese da dipendente! Ora devo comprare l'insalata per la cena di questa sera'.
'Ma dopo torni in ufficio? Allora sei in pausa!'.
'No mamma, non sono in pausa, più tardi visito un altro cliente e poi vado a casa a sistemare alcune pratiche al computer'.
'Oh, ma sei sicura che ti pagano?'.
'Certo, a fine mese emetterò la mia fattura riceverò un puntuale bonifico sul mio conto'.
'Beh.. rispetto a prima lavori molto meno, vero?'.
'No. Mamma. Lavoro forse più di prima in termini di risultato, semplicemente mi organizzo e ottimizzo i tempi e la mia produttività. In questo modo il tempo libero che riesco ad ottenere è di qualità più alta e anche la qualità del mio lavoro rende molto di più'.
'Non capisco ma se dici che guadagni... va bene lo stesso'.
Telefonata tipica con mia madre, stesso schema, almeno una volta alla settimana.
Questo per i primi dodici mesi del mio lavoro da consulente commerciale della telefonia.
Finchè un giorno non mi ha risposto: 'Ah che bello sarebbe anche per me avere il tempo che hai tu. E' come se avessi vinto la lotteria, vero?'.
Ora, come potrò spiegare a mia madre che ho scelto di lasciare questo paradiso per buttarmi in qualcosa di incerto?
Mi chiamo Brooke
, ho una madre molto giovane ma vecchio stile che ci ha messo sedici mesi a comprendere il mio nuovo lavoro e ora dovrò dirle che l'ho lasciato.
Sono circondata da persone che cercano lavoro ma non lo trovano o che sono state licenziate perchè l'azienda è fallita. L'italia è secondo i media in una crisi economica terribile e chissà se mai si riprenderà.
E io? Io che da oggi mi chiamo Brooke e sto fumando la mia ultima sigaretta senza in realtà respirarla, cosa faccio?
Lascio il mio bellissimo lavoro che mi permetteva di guadagnare bene e di essere libera in termini di tempo e gestione del lavoro per che cosa?
Per un sogno.

Per il sogno più grande di tutta la mia vita.
E adesso?
E adesso è una pagina bianca
davanti ai miei occhi che sta li a guardarmi e ad aspettare che io faccia qualcosa, qualsiasi cosa.
Una pagina bianca interamente da scrivere.
Una responsabilità talmente grande che onestamente non so neanche quale coraggio mi abbia spinto a prendere questa decisione. Eppure, c'è qualcosa in me, di così nitido e forte che mi sussura 'hai fatto la scelta giusta'.
Non so esattemente cosa mi aspetta da domani, ma sono sicura che sarà grandioso. Ogni cambiamento è sempre positivo, dietro le svolte c'è sempre qualcosa di buono. Cambiare significa crescere, in ogni circostanza. Mettersi alla prova.
Mi chiamo Brooke
e ho trentanni. Ho un'idea di business in testa da tempo che ho deciso di seguire dedicandole tutte le mie energie finchè non decollerà. Ho lasciato un lavoro bellissimo che mi faceva guadagnare tanto in un momento di crisi economica come questo per avviare il mio progetto di web marketing.
Sono folle, probabilmente per molti, ma non per me.
Oddio.. forse anche per me, ma
da oggi mi chiamo Brooke
e Brooke si vuole bene, si ammira e si infonde coraggio.
Ci vuole coraggio oggi per aprire nuove attività, sopratutto se sono idee nuove. Ci vuole tanta energia e fede. Ma.. ci vorrebbero anche i soldi. Se hai un'idea vincente ma non hai i soldi per realizzarla fai fatica a renderla produttiva e puoi finire per lasciarla nel cassetto tutta la vita, mentre sei chiuso in un ufficio a guadagnare mille euro al mese, costretto a chiedere le ore di permesso per andare dal dentista.
Io ho deciso di crederci, in realtà ci credevo da subito ma avevo paura. Paura di essere criticata, paura di sbagliare e di rischiare il fallimento. Paura di non avere i soldi poi per arrivare a fine mese, paura di bruciare il mio sogno.. paura di tentare.
Poi mi sono detta, ma caspita,
la vita è davvero una sola. Per chi la devo vivere?
E la risposta è diventata la più chiara nella mia testa.
Per te.

La vita è tua Brooke. Prendila.
Continua a seguire il tuo sogno e credi che possa funzionare, la soluzione arriverà.
E adesso guardo la pagina bianca davanti a me.
E' ora di scriverla. 



Tutti i diritti riservati - Alberta Barbagli 

 
 
 
 
 
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